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- GIOÈ Santa Sofia Amarone della Valpolicella Classico DOCG 2013
“Nel 1964 ho avuto l’idea di produrre un vino di qualità realmente superiore, che abbinasse ad una stoffa poderosa i profumi più eleganti e morbidezza del gusto. Da allora, solo diciassette volte si sono ripetute le condizioni stagionali e microclimatiche indispensabili alla maturazione delle uve che danno vita al “Gioè”. [Giancarlo Begnoni]
Il nome “Gioè” indica la parte superiore del Monte Gradella, da cui si sono sempre ottenute uve con caratteristiche eccezionali grazie alle caratteristiche del terreno e alla continua esposizione solare. L’annata 2007 è stata prodotta in solo 14.779 bottiglie numerate e rilasciata nel 2014.
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Zona di produzione:
Valpolicella classica. Da vigneti di collina posti nelle zone più vocate nei comuni di Negrar e Fumane, a Nord di Verona.
Uvaggio:
Corvina (65%), Rondinella (30%), Molinara (5%) con appassimento delle uve per un periodo variante dai 90 ai 120 giorni con calo della componente acqua del 30-35%.
Maturazione:
36 mesi in piccole botti di Rovere di Slavonia con successiva permanenza d'altri 12 mesi in carati da 225 litri di Rovere d'Allier di media tostatura.
Affinamento:
8-12 mesi in bottiglia.
Dati Analitici:
15%
Invecchiamento:
Se correttamente conservato evolve e migliora per lungo tempo (10-15 anni).
Temperatura e modalità di servizio:
18°-19°C.
Caratteristiche organolettiche:
Rubino impenetrabile con riflessi granati, ha naso ampio, complesso,
raffinato, che rimanda a un ventaglio olfattivo intrigante, morbido,
sensuale, con ricordi di composta di amarene, marasche sotto spirito,
prugne e fichi secchi, fiori rossi macerati e sottobosco, una marcata
nota di cioccolato fondente. Il sorso è ricco, potente, retto da una trama
tannica vivace; il generoso calore alcolico è ben bilanciato da un piglio
acido vivido, che sa di croccanti lamponi.
Abbinamenti:
Dopo alcuni anni di affinamento, può sfidare i piatti a base di carne più ricchi della cucina internazionale, quali la lepre alla Royale e la beccaccia arrosto, e preparazioni dominate da tartufo bianco. Maturo, si fa vino da meditazione, magari con un tocchetto di Castelmagno stagionato.