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- Vintage Tunina Bianco Venezia Giulia IGT 2023 di Jermann -
Attorno al Tunina è stata costruita una leggenda sulla quantità dei vitigni che partecipano al suo uvaggio e che cambiano in funzione degli andamenti climatici dell'annata. Un vino che di anno in anno è diverso da se stesso, ma sempre interessante, equilibrato, importante. Qui siamo veramente di fronte ad uno mito dell'enologia friulana e nazionale.
Il nome Tunina si riferisce alla vecchia proprietaria del terreno su cui è sito il vigneto ed è dedicato all'amante più povera del Casanova, che era una governante in Venezia che per l'appunto anche lei si chiamava Tunina (Antonia).
Va sottolineato che si tratta di un vero e proprio uvaggio e che la vinificazione si è svolta in acciaio.
Ha colore giallo paglierino brillante con riflessi dorati. Profumo intenso e affascinante per eleganza, con sentori di miele millefiori, frutta secca e agrumi. Straordinario impatto gustativo per struttura,morbidezza, pienezza, sapore, perfetta armonia ed accezionale persistenza.
Note: Le prime prove dell’uvaggio risalgono alla vendemmia 1973 e la prima
annata messa in vendita con tale nome e tale etichetta fu la vendemmia 1975.
In questo particolare uvaggio viene fatta una selezione delle uve migliori le quali vengono raccolte tardivamente, circa due settimane dopo la normale vendemmia su una superficie di circa 16 ha di vigneto coltivato sul Ronco del Fortino. Le forme di allevamento utilizzate sono guyot-cappuccina, con 6000-7000 viti per ettaro e con una resa di 40 – 60 quintali.
Il nome Tunina si riferisce alla vecchia proprietaria del terreno su cui è sito l’originario vigneto ed è dedicato all’amante più povera del Casanova, che era una governante a Venezia che per l’appunto anche lei si chiamava Tunina (Antonia).
Già nel 1976 considerato da Luigi Veronelli “Il Mennea dei vini italiani”, poi vino dell’anno annata 1997 per il Gambero Rosso e Oscar del vino annata 1998 per l’Associazione Italiana Sommelier.
Concludendo riportiamo una citazione dell’articolo di Cesare Pillon apparso su Civiltà del bere di ottobre 2000 “….ma il Vintage Tunina eccezionale lo è per molti altri versi. Nessuno finora se n’era mai reso conto, eppure è il più straordinario vino da meditazione che esista. E non lo è in senso passivo (vino da bere mentre si medita), ma in senso attivo: è un vino che fa meditare….”.
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Zona di produzione:
Farra d'Isonzo, provincia Gorizia: Ronco del Fortino.
Marne prevalenti e arenarie appartenenti alla formazione flyschioide di età eocenica, caratteristiche della zona Collio con esposizione sud-ovest, nord-est.
Uvaggio:
Questo vino si ottiene da uve Sauvignon e Chardonnay, con aggiunta di Ribolla Gialla, Malvasia Istriana e Picolit provenienti da un piccolo vigneto di proprietà di circa 3 ettari, coltivato sul Ronco del Fortino ed allevato col sistema tradizionale chiamato "cappuccina" con 5-8 gemme per vite e con 4500 viti per ettaro.
Epoca di vendemmia:
In questo particolare uvaggio viene fatta una selezione delle uve migliori le quali vengono raccolte tardivamente, circa due settimane dopo la normale vendemmia con una resa di 35-45 quintali per ettaro.
Vinificazione:
La vinificazione si è svolta in acciaio.
Dati Analitici:
Tenore d’alcool: 13,5%
Acidità: 5,40 - 5,60 %
Invecchiamento:
Durata del vino prevista: mediamente 7–8 anni, nelle migliori annate oltre i 10.
Temperatura e modalità di servizio:
Per ottenere il massimo del suo profumo, si consiglia di aprire la bottiglia qualche minuto prima del consumo. Servire a 10-14 gradi centigradi in un calice di cristallo trasparente, liscio e incolore.
Abbinamenti:
Si abbina con una grande varietà di piatti di pesce, soprattutto al forno e salsato, ma arriva a poter sposare anche carni bianche. Splendido il ricordo di un suo incontro con un cuscinetto di salmone fresco ripieno di parmigiano e carciofi.