Nessun altro paese vitivinicolo del mondo può offrire la moltitudine e la ricchezza di vitigni e di vini quanto ITALIA.
L’Italia è il maggior produttore mondiale di vino, con una produzione media annua di 60 milioni di ettolitri. Nella prima metà del ‘900, l’Italia era riconosciuta, principalmente, come produttrice di vini da tavola semplici. Per cambiare questa situazione, nel 1963, le autorità stabilirono le norme per le nuove classificazioni, adeguandosi alle indicazioni della CEE. In base all’origine geografica si distinguono in Vino da Tavola e Vini di Qualità Prodotti in Regioni Determinate (VQPRD) mentre i vini speciali sono classificati secondo la tipologia: vini liquorosi, vini spumanti e vini aromatizzati.
I VQPRD sono la Denominazione di Origine Controllata (DOC) e la Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG).
La prima zona a DOC nacque nel 1966 concepita con la classificazione francese AOC come modello.
Avendo ottenuto il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata (istituita con il D.P.R. 930 del 12 luglio 1963), sono realizzati nel rispetto del codice disciplinare di produzione stabilito per legge. Per ogni vino D.O.C. il disciplinare stabilisce i limiti esatti della zona geografica da cui possono provenire le uve, le caratteristiche dei terreni dei vigneti, le tecniche di coltivazione delle viti, i vitigni che possono essere impiegati e le relative percentuali, la resa massima di uva per ha, la resa di uva in vino, l’acidità, l’estratto secco. Definisce inoltre la gradazione alcolica minima, la possibilità e relativa regolamentazione della vinificazione e dell’imbottigliamento al di fuori della zona di origine, la tecnica e i tempi di invecchiamento, le pratiche particolari cui può o deve essere sottoposto il vino.
Con le DOC il consumatore si è sentito più tutelato e il produttore ha trovato uno stimolo a migliorare la produzione. Si è trattato del primo vero strumento di tutela del consumatore sulla qualità del vino tanto da diventare, nel linguaggio comune, sinonimo di qualità.
I vini DOC sono prodotti in un’area ben determinata, e posseggono caratteristiche enologiche, chimiche e organolettiche stabilite dai disciplinari che ne regolano la produzione. Si tratta di regolamenti molto dettagliati che legiferano in merito alle tipologie del vino (per esempio Rosso Riserva, Vendemmia Tardiva), ai vitigni, cioè le varietà di uva che si possono utilizzare, alla produttività fissando i limiti della quantità di uva che può essere ottenuta per ogni ettaro di vigneto ( per esempio 90 quintali per ettaro), nonché alla resa di trasformazione dell’uva in vino ( per esempio 60 per cento), al tipo e alla durata dell’eventuale invecchiamento. In pratica tutto il ciclo di produzione, dal vigneto alla bottiglia, è controllato da appositi organismi statali, quali, per esempio, l’Ispettorato Centrale Repressione Frodi del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. Prima di essere commercializzati, i vini DOC sono sottoposti ad analisi chimiche e organolettiche da parte di apposite Commissioni di degustazione istituite presso ogni Camera di Commercio. Queste Commissioni sono deputate ad accertare la rispondenza dei vini ai requisiti prescritti. Nei vini DOC, a differenza dei vini IGT, per ribadire l’importanza che la legge attribuisce al territorio, può essere riportata l’indicazione di una sottozona (per esempio Colli Orientali del Friuli Cialla), ossia di un’area particolarmente vocata (Cialla) all’interno di una zona DOC (Colli Orientali del Friuli). Vi è poi una serie di indicazioni particolari: “ Riserva”, vini di grande qualità adeguatamente invecchiati; “Superiore”, vini con una gradazione alcolica superiore rispetto a quelli della stessa DOC (per esempio il vino Frascati deve possedere un’alcolicità minima di 11° mentre il Frascati di 11,5°); “ Classico”, vini prodotti nell’area storica di una zona più ampia ( per esempio la DOC Orvieto comprende numerosi comuni in provincia di Terni e di Viterbo, mentre l’Orvieto Classico può essere prodotto soltanto in un’area più circoscritta corrispondente alla zona di produzione originaria e più antica).
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