Regione: Lazio; Anno di Fondazione: 1968; Proprietà: Antonio Santarelli; Enologo: Paolo Tiefenthaler; Totale bottiglie prodotte: 500.000; Ettari totali vitati di proprietà: 138;
"Venti Anni di ricerca alla scoperta delle potenzialità di un territorio capace di produrre grandi vini."
Sono passati oramai Venti Anni da quando la Casale del Giglio decise di avviare un ambizioso progetto di ricerca e sperimentazione con il dichiarato obiettivo di scoprire e valorizzare le potenzialità vitivinicole dell’Agro Pontino (Provincia di Latina), un territorio bonificato negli anni Trenta e pertanto tutto da scoprire ed aperto a qualunque tipo di crescita e sviluppo. Avvalendosi di un qualificato team di ricercatori universitari nel 1985 dà vita a un progetto che pone a dimora sui suoi terreni più di 50 diversi vitigni sperimentali. Un’avventura complessa e rischiosa, mai tentata con questa scientificità, di cui diviene interprete l’enologo dell’azienda Paolo Tiefenthaler. Essendo la vitivinicoltura del luogo relativamente nuova e pertanto non legata a specifiche tradizioni, i modelli adottati per la produzione del vino sono stati quelli più vicini ai modelli internazionali, tipicamente utilizzati nei paesi del Nuovo Mondo. Dopo Venti Anni di continue ricerche e di riscontri positivi, la Casale del Giglio è riuscita a produrre vini particolarmente interessanti anche con uve meno consuete, come il Petit Verdot, capaci di sorprendere per la loro eccellente qualità.
La “Casale del Giglio Azienda Agricola S.r.l.” fu fondata nel 1968 dal Dott. Berardino Santarelli e si trova in località Le Ferriere, Comune di Aprilia, in provincia di Latina. Inizialmente era prevalentemente impegnata nella produzione di vini Aprilia DOC, fino a quando, nel 1985, decise di avviare un progetto di sperimentazione e ricerca, denominato appunto “Casale del Giglio”, a favore della viticoltura dell’Agro Pontino. Questo territorio, rappresenta, rispetto ad altre zone del Lazio e delle altre regioni d’Italia, un territorio tutto da esplorare dal punto di vista vitivinicolo. Il progetto fu autorizzato dalla Regione Lazio, Assessorato Agricoltura. Collaborano tuttora a questa iniziativa il Prof. Attilio Scienza, dell’Istituto di Coltivazioni Arboree dell’Università di Milano, il Prof. Francesco Spagnolli, dell’Istituto Agrario Provinciale San Michele all’Adige (Trento), e il prof. Angelo Costacurta, dell’Istituto Sperimentale per la Viticoltura di Conegliano (Treviso).
Questo qualificato gruppo di esperti, ha condotto fin dal 1985 specifici esperimenti con lo scopo di favorire un incremento qualitativo della produzione. Il programma di sperimentazioni non è limitato solamente allo studio viticolo, ma riguarda tutte le fasi della lavorazione uva – mosto – vino. I modelli di coltivazione viticola dalle quali si sono ispirate queste ricerche sono quelle praticate nel Bordeaux, in Australia ed in California che sono territori esposti all’influenza della Costa, esattamente come l’Agro Pontino, che beneficia dell’influenza del Mar Tirreno. La finalità di questo progetto è dunque l’individuazione delle potenzialità qualitative del territorio, che non sono state ancora interamente espresse e valorizzate. Secondo la filosofia della Casale del Giglio «lo sviluppo futuro della vitivinicoltura Italiana non risiede solamente nel consolidamento dell’immagine di zone di grande tradizione, ma anche nell’ottenere, attraverso opportune scelte viticole ed enologiche, produzioni di alto livello, con il giusto rapporto qualità-prezzo, in territori ancora poco conosciuti dal punto di vista del loro potenziale qualitativo viticolo ed enologico».
Oltre ad avere introdotto nel territorio vitigni internazionali, si è anche posta particolare attenzione alla valutazione di uve autoctone delle province e regioni limitrofe, come ad esempio: Greco, Fiano e Verdicchio. Tuttavia è emblematico che proprio in una zona come quella dell’Agro Pontino, in genere considerata irrilevante dal punto di vista qualitativo nella produzione di vino, si stiano conducendo ricerche e sperimentazioni di grande importanza per vitivinicoltura del Lazio. Queste hanno condotto all’abbandono di varietà mediocri a favore di altre ad elevato potenziale qualitativo, comportando anche la sostituzione della tecnica colturale tradizionale del tendone a favore di forme di allevamento che privilegiano la qualità e non la quantità, con densità di circa 5000 ceppi per ettaro.
I primi risultati di queste ricerche sono stati premiati dai riconoscimenti ottenuti direttamente dalla Casale del Giglio in sede di Comunità Europea, con l’autorizzazione alla coltivazione in provincia di Latina (a partire dal 1990) di nuovi vitigni raccomandati come Chardonnay, Sauvignon, Cabernet Sauvignon, Petit Verdot e Syrah. Di particolare interesse sono proprio i vini prodotti con Petit Verdot, un’uva a bacca rossa tipica del Bordolese e utilizzata per la produzione dei celebri vini rossi di quella zona, che la Casale del Giglio vinifica addirittura in purezza, ottenendo risultati sorprendenti.
Ad oggi (anno 2006) Casale del Giglio ha provveduto a riconvertire circa 125 HA (dei suoi 150 HA) da tendone a filare. L’attuale produzione della Casale del Giglio offre una gamma di 12 vini (bianchi, rosati e rossi, una Vendemmia Tardiva e due grappe).
Fra i vini bianchi troviamo il “Satrico”, prodotto con uve Chardonnay, Sauvignon Blanc e Trebbiano Giallo, in parti uguali, maturato in serbatoi d’acciaio a cui segue un affinamento in bottiglia; uno “Chardonnay” in purezza, lasciato riposare sui suoi lieviti per 3-4 mesi; un “Sauvignon Blanc” 100% e, infine, “l’Antinoo”, prodotto con due terzi di Chardonnay e un terzo di Viognier, maturato in barrique per 6-8 mesi e per 6-12 mesi in bottiglia. Casale del Giglio produce anche un vino rosato, “Albiola”, fatto con Syrah per l’85% e Sangiovese per il restante 15%, fermentato in serbatoi d’acciaio.
La produzione di rossi è piuttosto ricca e vasta. Casale del Giglio produce un “Merlot” in purezza, vitigno introdotto nell’Agro Pontino dai coloni della bonifica delle paludi, affinato in barrique; lo “Shiraz” prodotto con uva Syrah utilizzando metodi enologici tali da privilegiare un’estrazione di aromi primari e tannini fini, affinato in barrique. Segue poi l’interessante “Petit Verdot”, prodotto con l’uva omonima e introdotta specificamente nel territorio da Casale del Giglio nel 1985, che in queste terre raggiunge costantemente la piena maturazione e livelli qualitativi tali che consentono di vinificarlo anche in purezza! Il “Cabernet Sauvignon” prodotto con l’omonima uva in purezza e maturato in barrique per 18-20 mesi e successivamente affinato in bottiglia. Altro vino interessante di Casale del Giglio è il “Madreselva”, prodotto con Merlot, Cabernet Sauvignon e Petit Verdot in parti uguali, maturato in barrique per 16-18 mesi e affinato per 4-6 mesi in bottiglia. Il vino di punta dell’azienda è il “Mater Matuta”, da uve Syrah per l’85% e Petit Verdot per il 15%, maturato in barrique per 22-24 mesi e affinato in bottiglia per 6-8 mesi.
Concludono la gamma l’”Aphrodisium” una Vendemmia Tardiva composta da Viognier, Fiano, Greco e Petit Manseng (frazioni variabili in funzione dell’annata) e due grappe:
- una bianca di SHIRAZ;
- una invecchiata di PETIT VERDOT.
Testo tratto da “DiwineTaste”, numero 10, Estate 2003
Albìola Rosato 2008 - un vino rosato deciso con sfumature viola; bouquet intenso, dai sentori di piccoli frutti di bosco con dominanza del lampone e frutta rossa...
Antinoo 2007 - Oro chiaro e lucente. Al naso è un trionfo di frutta matura, banana, litchi, ma anche vaniglia e un soffio di miele di zagara. Pieno e solido, di straordinaria morbidezza fusa alla sapidità, in armonia d’insieme...
Aphrodisium 2005 - Il nome Aphrodisium proviene da un villaggio appartenente alle antichissime comunità laziali dell’attuale agro Pont(LT), dove sorgeva un tempio dedicato ad "Afrodite Marina", protettrice dei naviganti. Dorato chiaro di grande intensità. Naso d’immensa eleganza che alterna alle note iodate e floreali quelle di frutta candita, cedro...
Madreselva 2006 - “Madreselva” prende il nome da una pianta rampicante silvestre a portamento sinuoso con fiori formati da grappoli di campanule multicolori, che riempiono di profumi il sottobosco della plaga pontina...
Mater Matuta Riserva 2006 - Il nome “Mater Matuta” deriva dall’ antica divinità italica dea dell’aurora protettrice della vita nascente e della fertilità. Veniva identificata con la luce mattutina. Rubino pieno e compatto. A iniziali sensazioni eteree si sostituiscono percezioni di prugna in composta, more, mirtilli, tostatura, tabacco e caffè in polvere...
L’intuizione da parte del progetto Casale del Giglio (1985) di volerlo introdurre in Provincia di Latina è stata premiata dall’adattamento ottimale del Petit Verdot alle nostre condizioni pedoclimatiche, che permettono di raggiungere costantemente la piena maturazione delle uve e che consentono dunque di proporlo in purezza...
L’intuizione da parte del progetto Casale del Giglio (1985) di volerlo introdurre in Provincia di Latina è stata premiata dall’adattamento ottimale del Petit Verdot alle nostre condizioni pedoclimatiche, che permettono di raggiungere costantemente la piena maturazione delle uve e che consentono dunque di proporlo in purezza...
Un blend di chardonnay, sauvignon e trebbiano giallo in parti uguali. Lo vedi lì nel calice che ti attende cristallino, con il suo colore paglia e fieno vivace ed i suoi freschi profumi vegetal-floreali di sambuco, di fiori di acacia, di foglia di pomodoro e di frutta a polpa bianca...
- Shiraz 2007 - Questo vino è ottenuto esclusivamente da uve del vitigno omonimo. Lo Shiraz (o Syrah) è certamente un vitigno di origine orientale. ...
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